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Dino Vaccaro

impressioni della memoria



Antonio Dubois - Carnàla (Official Video)

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«Penso che ognuno di noi
non debba limitarsi a svolgere il proprio mestiere, 
ma debba dare qualcosa: 
l’artista ha qualcosa da dire in più,
deve lanciare un messaggio
»
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Dino Vaccaro è, per me, il maestro di una pittura intrisa di esistenza che, potremmo dire, corre sul passo stesso degli umori e dei sentimenti di ogni giorno, si formula sull'esperienza quotidiana di emozioni in rapporto con le cose e con i fatti individuali e sociali.

Ma la pittura di Vaccaro può essere scissa nelle produzioni di due distinti periodi. I suoi primi lavori sembrano essere una rivisitazione emozionale della fanciullezza, il tentativo di personificarla, di catturane con il gesto del dipingere l’aspetto più puro: di comunicarne la meraviglia dell’innocenza.

Tra questi dipinti ricordiamo Tiro di fionda (osservando questo dipinto il fruitore, non senza sorpresa e sconcerto, ha modo di trovarsi in una posizione atipica ad osservare un lancio di fionda e gli occhi di un bimbo colmi della gioia senza compromessi della gioventù).

I suoi ultimi lavori comunicano invece l'esperienza della propria esistenza e il suo rapporto con eventi storici rilevanti nella storia della Sicilia e dell’Europa. Tra questi dipinti ricordiamo:Tempesta devastante (una personalissima riflessione sulgenocidio degli ebrei per mano nazista); Dalla Pirrera a Charleroi (dedicato agli emigranti siciliani che lasciarono la propria terra e i propri affetti per andare a lavorare nelle miniere del nord dell’Europa); Sangue rosso (dove l’artista sembra porre, nel gesto della madre che fugge terrorizzata proteggendo il proprio pargolo, la sconfitta dell’innocenza per mano assassina); e, non certo ultima per significato e bellezza, la tela Rosa di Sicilia (dove il meraviglioso sole del Sud sembra compiacersi alla musica ed al canto di quella grande artista che fu Rosa Balistreri).

Nelle sue più recenti opere, Dino Vaccaro ci regala una concezione della pittura come disamina e giudizio della realtà e, in quanto registro facilmente accessibile a tutti, strumento di riflessione e denuncia e quindi, in qualche modo, utile per cambiare le cose. Questa vocazione testimoniale del proprio tempo, dei suoi conflitti e delle sue passioni, nell’arte del ciancianese passa sempre attraverso il filtro di un solipsismo che incide sulla tela l’esperienza personale trasformandola in riflessione umana e umanistica.

 

Prof. Giuseppe La Rosa

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