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Dino Vaccaro

impressioni della memoria



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Shoah - Tempesta devastante - L'Olocausto

27 GENNAIO
Oggi è il giorno della Memoria, per Ricordare fino a che punto l’uomo può umiliare e annientare un altro uomo, suo fratello . Quello che non vorremmo ricordare oggi è  l’indifferenza con la quale tutti quelli che sapevano ,ed erano in molti ….hanno lasciato che si consumasse la più grande vergogna dell’umanità nel cuore della civilissima Europa.  Oggi è il giorno della memoria per tutti noi che sappiamo,e non dobbiamo stare in silenzio di fronte alle guerre ,alle sofferenze ,alle deportazioni dei popoli ,ogni Uomo è nato Libero e ha diritto a una vita dignitosa in pace, nella sua terra. I diritti di tutta l’umanità intera devono essere rispettati,senza differenza alcuna, al di là dei colori o delle religioni, il sangue che scorre nelle nostre vene èrosso per tutti. Siamo fratelli.                                   
                                                                                                                                                                  rosamary

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"Penso che sia una cosa complessa spiegare cosa mi spinge a dipingere, sarà una questione di stati d'animo".
Ed è proprio questo stato d’animo, di dolore, di sofferenza, di angoscia, che in questa tela, Dino, vuole condividere con chi sofferma lo sguardo sul dipinto.
Il patimento che emerge dal dipinto, colpisce all'improvviso come un colpo di frusta, il cui dolore rimane impresso sulla pelle con una cicatrice mai rimarginata, per sempre. 
Ancora tanti simboli si leggono dalle pennellate decise e cariche di colore.
In primo piano, la scena è dominata da una donna il cui viso martoriato, che appena s’ intravede, è coperto da una folta chioma di capelli rossi, che in basso  diventano rivoli che gocciolano sangue che a sua volta si sparge su due fascioni ai quali inerme, piegata su se stessa, si aggrappa .
TEMPESTA DEVASTANTE il titolo dell’opera, questo è stato l olocausto per chi lo ha vissuto sulla propria pelle e per chi, ad oggi, ne vede le immagini e ne legge la triste storia. Ha piegato tutte le coscienze, non c è stato uomo che non ha sentito dentro di se un palpito di colpa, un uomo che non si è chiesto il perchè di tanto orrore che ha causato 15 milioni di morti tra le categorie ritenute "indesiderabili" (omosessuali-zingari-testimoni di geova-handicappati-dissidenti politici) oltre gli ebrei.
 
Ci si chiede perchè Dino sceglie il corpo di una donna per rappresentare la shoa e non quello scheletrico e nudo di un uomo o il viso scavato e sofferente di un bambino.
Guardando attentamente lo scenario nel suo complesso possiamo trovare le risposte.
Il corpo raffigurato, marchiato allo sterminio, i numeri impressi nel braccio lo testimoniano,. non è emaciato, diafano ma  vigoroso Il seno turgido ne da testimonianza.
Sceglie la donna perchè in lei è racchiuso il mistero della procreazione, la vita che nasce, e con la vita la speranza, il domani, il futuro. Dino la dipinge si piegata su se stessa, a rimarcarne ancora una volta la sofferenza, ma nell'atto di rialzarsi come si vede dalle braccia che cercano un appiglio e la gamba pronta a dare slancio al resto del corpo. 
Questo è l’auspicio di un mondo migliore che non manca mai nei quadri di Dino, l’augurio che l umanità reagisca e corra in aiuto a se stessa. Lo dipinge nudo questo corpo,  che in arte ha due significati, talvolta il simbolo del bello, talvolta quello dell'osceno, in questo caso niente di più indecente è stato compiuto dall' uomo verso il proprio fratello, ha proporzioni fisiche asciutte e tornite che, come nell’arte greca che rappresentavano la correttezza e la moralità che l' artista continua a ricercare.
Una riflessione va fatta anche sulla scelta del colore.
Il rosso, questo colore primario che  l’artista largamente usa per dipingere i capelli della donna, le fasce laterali, i tetti del lager .
 
Sarà  perché con  il colore vuole ancora rimarcare gli stati d’animo, rosso è il colore del sangue, della vita che nasce e spesso della morte; ma anche dello spavento e del pudore che inietta le gote degli adolescenti ; della vergogna,  è il contrario del nero e del lutto; è perché è sensuale, impudico, intrepido e ribelle.
 
Il bello del rosso è che attraversa l'occhio, il cuore e la mente di tutti: dei poveri e dei ricchi, dei colti e degli incolti, degli ultimi e dei primi. E' un riferimento simbolico perenne dell'immaginario collettivo universale in grado di attraversare razze e culture, a prescindere dalle epoche storiche.
Inoltre per sottolineare un tratto della personalità dell'artista possiamo dire che preferire il colore rosso rispecchia una persona con grande energia che ama agire e mettersi sempre in competizione con il prossimo e, soprattutto, con se stesso. Ha un carattere audace e desidera sempre colpire l’attenzione degli altri.
Ritornando alla tela un accenno bisogna fare sul resto dei soggetti raffigurati:  il
binario che porta inesorabilmente verso la morte, rimarcando quel senso di rabbia e frustrazione 
Nello sfondo il lager, con la sua torretta di avvistamento che sorveglia come se fosse l’occhio dell’umanità intera che tiene sotto controllo il proprio cuore; una porta aperta sul mare, mare che sembra cielo, lo stesso colore a rappresentarlo come a significare che il senso della ragione di quel periodo funesto era confuso, scomparso come l azzurro che in alto sulla tela sbiadisce.
In basso alla tela, Dino, vuole dare un omaggio all’opera dell’artista SHALECHET, dipingendo le maschere di ferro, (foglie morte) che coprono l’intero pavimento del museo di Berlino, il cui suono stridulo emesso dal calpestio del visitatore, simboleggia le urla di migliaia di uomini donne e bambini morti per mano nazista.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 ANGELA CHIAZZA



Francesco Taormina Se notiamo il caseggiato sullo sfondo orizzonte, dove arriva la linea ferrata, il treno arriverà sul mare infinito. Benchè prostrata, pronta alla morte, travolta da sangue, in figure metalliche addolorate. La donna s'aggrappa al suo sangue. 25/01/2015




Gaspare d'Angelo

Cominciamo col mettere le mani avanti: io non sono un critico d'arte quindi scriverò solamente delle forti emozioni che mi ha trasmesso questo intenso quadro di Dino Vaccaro. La prima cosa che mi ha colpito sono i capelli-fuoco della ragazza in fuga verso la libertà, che vuole lasciarsi alle spalle Auschwitz, in questo quadro i cancelli di Birkenhau. Ma che, purtroppo, rimarrà sempre segnata non tanto e soltanto per i numeri tatuati sul braccio. Il passato mai diventerà remoto e scorre con l'impeto di un torrente in piena. Noi tutti abbiamo letto e sentito i terrificanti racconti di chi c'era.
Questo lavoro di Dino sa portare all'attenzione di chi lo ammira diverse letture e mi chiedo: perché l'autore nasconde il viso dietro folti capelli ? Io credo sia una scelta voluta in quanto quel viso è l'immagine di tutti noi. E' la nostra memoria contro l'oblio e la dimenticanza e basta un gesto per vedere rifiorire le nostre facce dagli addensati capelli. La pennellata di Vaccaro è densa e esplora l'animo umano con naturalezza e con sofferenza.
Quando, un po' di anni fa, mio figlio Dario visitò, con la sua scuola, i luoghi della Memoria mi disse che non era riuscito a fare una foto. A 17 anni riteneva fosse un sacrilegio. Apprezzai tanto la sua scelta. Come apprezzai la scelta dei miei studenti l'anno dopo che decisero di venire ad Auschwitz. Pensavo che alla loro tenera età avrebbero scelto la "classica" gita. E tutto è trasmissione della Memoria. Non tanto fa scriveva Moni Ovadia, che da un po’ di tempo a questa parte sente un crescente disagio e avverte che “il senso autentico della memoria rischia di essere sfregiato e pervertito fino a farlo sprofondare nel fango della falsa coscienza”. Come non essere d’accordo? Basta guardarsi attorno. Chi può negare i rigurgiti di violenza razzista, segni tangibili che la sottocultura e la mentalità nazi-fascista é ancora viva? E allora che ben vengano i libri, i film e le opere d'arti come quella di Dino. Per non dimenticare.
( Gaspare D'Angelo)

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